027 indicibile

se non è il silenzio
le parole no, non possono sbocciare.

che non si dica l’indicibile
e resti deserta l’area arida della poesia
che non sono i tempi, questi

solo la morte può scrivere
le schiene dei profughi,
le pelli incolori dei deportati
nel buio del fondo marino
o nell’ accecante miraggio
del deserto, con gli artigli.

l’ultima parola, muta nei sacchi
di plastica tra scatole e merci
sul pagliolo l’acqua salata
riempie di gemme la sentina
delle nostre piatte coscienze
e si spegne la voce tra le onde
roboanti come lo sguardo
che si chiude sul cielo senza gabbiani.

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