016 a riva

pochi versi tiro a riva
dal mare ormai sterile
che tutti abita dentro.

le reti non pescano
nella memoria opaca
come l’acqua
in cui affondano i miei piedi
più nulla che nuoti


non c’è sale a nutrire la vita ma petrolio
e chimica organica

capace i stermini di massa.


come onde arrivano con 
un lungo fetch di rabbia

voci nelle mie caverne
e frangono
sui miei polmoni
come sulla roccia 

i colpi di tosse


come pesci siamo finiti
nelle maglie
e anneghiamo
nell’asfissìa delle parole

che riempiono l’etere 
d’etere
e t’imbrattano i muri,
t’ assediano le orecchie
e
si conficcano negli occhi

continue e mutanti sui rulli
di carta,
sui muri al neon
sopra le insegne
sui tetti nelle viscere coi treni
che corrono
metro dopo metro,
scandendo
ogni tuo passo,
ogni singolo respiro
fino
a che risali e compri l’aria
che ti spetta per vivere

ma solo alte torri di fumo
salgono
al cielo che si sgretola
e precipitano a terra
come uno sputo

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