013 vedo

vedo le strade esplodere
ubriache di sangue,
di rabbia rinchiusa
in diverse divise
e finalmente gli inermi vedo
ridere della fine.
cos’è costata la vita
se non un’altra vita,
sempre? conta che
hanno spento la tv,
dissolto il sogno.
Lo schermo riflette oscuro
digrignati denti e bava alla bocca,
visi ottusi pace e progresso.
gli spari sono ora
non più eco lontana
qui che benessere sfinisce
la ferocia, prossima
a sbarcare il lunario,
inebria di sangue
nuovi attori stupiti.
la vedo cieca
cieca la rabbia
omuncolo violento,
pestare la donna
fuori le mura di casa.
finalmente vedo le strade
tornare teatro d’un desiderio nascosto
tra le chiappe dei trans,

tra i seni sfiniti
lungo il viale
che passeggia di notte 

come il suo Niger la bimba 

curioso ombrellino rosso

che si apre e si chiude

sotto la pioggia di mani.



tra poco saremo liberi di cacciare 

com’era un tempo
l’uomo non è diverso
e il diverso non uccide.



il sangue non ha colore
se non
il rosso che aspetta
le orde tornare
feroci.

si muore in fondo
per essere
uguali
cumuli di cenere.



pronto a morire

ebbre di sangue

vedo le strade

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