005 sans papiers

sans papier mi restano:
la parola, quarant’anni,
il ponte sotto cui abitare.
non è servito migrare, fuggire.
l ‘accanirsi razionale contro i cerca confini da varcare
è vivo.
le nazioni non tollerano spaesamento alcuno.
la società è liquida d’affogare.
ho pensato di vivere di parole
ma ogni verbo è regressione
in cerca d’asilo ti dicono
‘poeta’ come un insulto all’inutilità
ho pensato che per vivere
bastassero le parole
ma ce ne vuole e bisogna
farla grossa ora, la voce,
come un urlo, la vocazione,
ora che vedo le migliori menti della mia generazione
distrutte
bisogna alzarla, ora, oìkos e lògos
la voce che frange
tra cieli muri, celle mari.
è ora di marchiare
con l’urlo quest’era :
io sono.
sans paiers resta la parola
ma tremate
il silenzio è rotto
dall’inutile carta che cercate,
tremate
il silenzio è rotto:
ora torno a casa

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