Geoviso

Mi sono perso, cadendo
nella geografia del tuo viso,
in quella ruga che lo solca
profonda come in un canyon.
Li sono rimasto sepolto
volando tra le pareti rocciose
dell’anima che m’ha tratto.
Nella storia di quel volto ritratto
ascolto parole del tempo
in cui in guerra tu fosti.
Ne porti i segni dentro
e a guardare i tuoi occhi
non sembra passato.
Come sei bella
su tante macerie
è questo il mistero
che mi spinge a toccarti

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